Cos’è successo a Facebook in questi giorni?

Posted on 9 gennaio 2011

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…una cosa soltanto, in realtà, ma da un fatto sono discese alcune deduzioni e diverse analisi nonché chiacchiere, non tutte interessanti in sé ma tutte significative per capire come funzionano i mercati a certi livelli.

Il fatto: Facebook ha raccolto da Goldman Sachs 450 milioni di $. Facendo una proiezione del costo per azione sostenuto da Goldman, Facebook avrebbe un valore di 50 miliardi di $. Questo è perciò il valore su cui la banca d’affari sembra fare affidamento.

In seguito si è cominciato a dire che questo era il primo passo per una quotazione di Facebook. Determinante in questo senso è stato un documento interno (riservato, quindi un leak trapelato all’esterno) riportato dal WSJ, un documento di analisi il cui contenuto è stato interpretato come la volontà del social network di superare la soglia di 500 azionisti. Secondo una legge americana datata 1934 tuttora in vigore, un’azienda con più di 500 azionisti e oltre 10 milioni di dollari in assets ha obblighi di trasparenza analoghi a quelli delle aziende quotate. Ad un’azienda che supera questa quota conviene quindi quotarsi per avere almeno, oltre all’onere della trasparenza, il beneficio di poter reperire capitali freschi sul mercato.

Successivamente si è saputo che Goldman Sachs ha costituito, secondo quanto riporta Reuters, un veicolo (un fondo) in Delaware tramite il quale offre la propria quota in Facebook a potenziale investitori con grandi disponibilità (non si parla quindi di piccoli investitori; la quota minima da comprare è infatti di 2 milioni di $). L’effetto di passare tramite questo fondo è che tutti gli investitori appaiono come uno solo. Questo è stato da alcuni interpretato come un modo per vendere sul mercato le azioni Facebook senza rischiare di raggiungere la quota di 500 azionisti e dar luogo agli obblighi di trasparenza richiesti dalla legge in questi casi.

Goldman Sachs starebbe contattando direttamente i propri clienti per vendere le azioni in suo possesso ma sarebbe già in overbooking, come dice un interessante articolo del WSJ da leggere perché spiega anche il modello di business dietro a questa operazione.

Peraltro, sembra che meccanismi di vendita di azioni su un mercato “grigio” fossero già in atto e sfruttati anche da aziende tecnologiche; questi meccanismi offrirebbero il beneficio di trovare investitori privati (al pari di una quotazione in borsa) senza gli obblighi di trasparenza che la quotazione richiede. La SEC (Security Exchange Commission) indaga.

Per concludere, Mark Zuckerberg ha sempre affermato che Facebook non sta lavorando ad un’ipotesi di quotazione. Che ciò comunque accada tra il 2012 ed il 2013 non è da escludere ma sembra certo che tutto quanto si sta muovendo in questi giorni non ha questo fine.

Posted in: mercato