Hardware e tecnologia nel mondo dei personal media

Posted on 12 gennaio 2011

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Negli ultimi anni mi capita sempre più raramente di entusiasmarmi per un gadget tecnologico. Saranno l’età ed il correlato pragmatismo crescente che mi portano ad essere non meno entusiasta ed attento ma probabilmente più concreto nell’approccio alle novità. Tuttavia, in questi giorni c’è stato il CES 2011 (Consumer Electronic Show) di Las Vegas, appuntamento storico nel campo dell’elettronica di consumo, ed è stato inevitabile impostare query/feed rss e quant’altro possibile per rimanere aggiornato il più possibile in tempo reale rispetto alle novità presentate.

Devo confessare che molte cose sentite non mi sono sembrate così fantascientifiche, come il concetto di TV Everywhere il quale si può sintetizzare così: un solo abbonamento e una sola piattaforma per vedere la TV (farei meglio a dire, per fruire video on-demand) su tutte le piattaforme che si desiderano (dispositivo TV “da salotto”, tablet, smartphone, ecc…). Alla fine questa è una logica applicazione industriale di un concetto valido, che prende atto del comportamento assunto dagli individui nel momento in cui la tecnologia ha consentito loro di scegliere: volontà di fruire i contenuti al di fuori dei paletti posti dai media owners, insofferenza verso tutto ciò che limita, pirateria come ricerca della soddisfazione di un bisogno di fruizione senza paletti che l’industria dei media non ha saputo / non ha voluto soddisfare. L’industria a questo punto (e inevitabilmente) si adegua e cerca di proporre un modello di business sostenibile che hanno etichettato, per l’appunto, TV Everywhere.

A parte questo e confessando che sono tutt’altro che riuscito a seguire il complesso di novità presentate, ho subìto la fascinazione di un “oggettino” tecnologico, il Motorola Atrix 4G. Cos’è questo oggetto? Fondamentalmente è uno smartphone molto dotato dal punto di vista hardware (processore dual-core, 1 Gb di RAM, sistema Android) che in più si trasforma in un laptop ultrasottile, in un personal computer desktop o in un media center “da salotto” se inserito negli appositi dockings. Il concetto è molto semplice: un’oggetto che, grazie alla sostanziale veridicità della prima legge di Moore, racchiude una potenza di calcolo tale da potersi trasformare in dispositivi di classe superiore. Il concetto è anche non banale perché prefigura la convergenza di tutti i dispositivi in uno solo, portatile ma in grado di assumere una forma differente in base alle esigenze (TV digitale, tablet, laptop, ecc…), grazie a estensioni tecnologiche che ne ampliano le capacità. Nel video seguente una breve dimostrazione.

Il concetto di adattabilità/trasformabilità dell’hardware mi affascina non solo in sé, cosa che farebbe di me un geek. Mi affascina perché è la trasformazione che l’hardware dovrà affrontare per realizzare appieno la promessa dei “personal media”, ovvero il passaggio – già attuale – dal mass media al media che l’individuo crea / adatta a seconda delle sue esigenze e del contesto in cui si trova. Da un lato avremo bisogno di un hardware (uno smartphone) funzionante come unità di calcolo e di memoria, nonché medium portatile che permette di avere sempre con sé contenuti e applicazioni; dall’altro lato dovremo avere un docking universale che permetta a questo dispositivo mobile (a tutti i dispositivi mobili) di essere alloggiato all’interno di qualsiasi altro dispositivo, in modo da potersi temporaneamente trasformare in esso (ad esempio divenire una tv digitale, condividere applicazioni e contenuti con il device che lo ospita al suo interno come una matrioska, vedere le sue capacità estendersi grazie alla fusione temporanea con un device di categoria superiore).