Il search è ancora interessante?

Posted on 31 gennaio 2011

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Stiamo assistendo ormai da un paio d’anni ad un processo di trasformazione dei motori di ricerca che si può riassumere nel passaggio dall’essere intermediari tra navigatori ed informazioni su siti terzi a diventare il luogo in cui si cercano e consultano direttamente i contenuti ricercati. Questo vale anche rimanendo nei confini del search tradizionale, ovvero tralasciando i “nuovi” prodotti quali Google News o Image Search, dove è evidente che il motore di ricerca non si limita ad indicizzare le risorse ma si offre per renderle direttamente consultabili.

Per vedere come è cambiato il search tradizionale, basta provare a digitare italy’s population; da non molto tempo – nella versione US di Google – si ottiene questo risultato:

Volendo, si può dire che questo fa un po’ il verso a Wolfram Alpha il quale però è ben più evoluto, tanto da permettere  anche di compiere operazioni matematiche con i dati ricercabili, ad esempio “Italy’s GDP / Italy’s population“:

Comunque, il semplice esempio di Google sta a significare che questi intermediari si pongono ormai lo scopo di fornire l’informazione giusta in risposta a domande semplici, quantitative, come quella sulla popolazione, interessandosi un po’ meno dei risultati naturali (quelli non a pagamento) che invece rimangono territorio degli “ingegneri del posizionamento sui motori” che di mestiere sfruttano le capacità (e a volte le falle) degli algoritmi di posizionamento per migliorare la visibilità dei propri siti web.

Parlando sempre di innovazione nel campo del search tradizionale, sto usando da qualche tempo – per divertimento – Qwiki. Qwiki è un motore di ricerca innovativo che – sostanzialmente – costruisce senza alcun intervento umano una mini-presentazione audiovisiva di ogni argomento che l’utente cerca, mostrando fatti chiave; le informazioni provengono dalla rete e in particolar modo da Wikipedia. La Home Page mostra già una serie di “featured qwikis” che fanno da spunto se non si sa da dove partire per provare lo strumento. L’azienda è una start-up che ha vinto il Techcrunch Disrupt nel 2010 e ha già raccolto 9,5 milioni di USD in venture capitals.

Secondo alcuni, Qwiki è troppo l0ntano dall’esperienza di ricerca online cui l’utente è abituato: anziché offrire una risposta rapida, testuale e interconnessa ad altre tramite link, offre una fruizione lineare, più simile al video (poi comunque approfondibile tramite link). A mio modesto parere le critiche sul formato sono valide (offre un’esperienza più di intrattenimento che di informazione pura) e questo può penalizzarlo in termini di adozione; tuttavia la tecnologia che sta alla base mi sembra potente e si può prestare ad utilizzi allargati ad altri contesti oltre al search.

Sto immaginando come si potrebbe utilizzare questo sistema per trasformare in una presentazione visualmente ricca un testo qualsiasi (anche un romanzo od un racconto, ad esempio), sfruttando un motore che raccoglie automaticamente immagini, video e suoni di elementi e contesti citati nel testo. Sto anche immaginando un editore tradizionale che vuole dare nuova vita o spessore a contenuti che ha pubblicato su carta od online e trova il modo di farlo su larga scala (su centinaia o migliaia di testi) grazie a una tecnologia, quella di Qwiki, che è in grado di confezionare una veste nuova senza un dispensioso intervento umano (se si tratta di molti testi).

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