The Daily è un giornale

Posted on 6 febbraio 2011

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Dal 2 febbraio “The Daily”, la testata progettata interamente per iPad dal gruppo editoriale di Rupert Murdoch (News Corporation), è accessibile e consultabile.

Esce ogni giorno (naturalmente) ma ha un’impaginazione che ricorda quella di un magazine patinato; si riceve su abbonamento (99 cent. a settimana / 39.99 dollari all’anno – prezzi più che ragionevoli; inoltre è gratis per le prime due settimane di pubblicazione), non presenta un design particolarmente innovativo, a differenza di altre app editoriali come Wired (che però doveva sottolineare il suo posizionamento di testata di confine, orientata all’innovazione).
The Daily sembra un prodotto estremamente normale, familiare, per gente che già legge i quotidiani (e i contenuti sono in grandissima parte cose da leggere; poca – almeno per ora – “multimedialità”). Chi l’ha scaricato e provato dice – sintetizzando – che The Daily è un giornale, non un’applicazione.
E’ diviso in 6 sezioni (News, Gossip, Opinion, Arts & Life, Apps & Games, Sports) le quali a mio parere denotano un taglio molto generalista, pensato per intercettare un pubblico allargato ma non particolarmente impegnato.

La nota interessante – pensando alle risorse che invece i nostri editori locali destinano alle iniziativa digitali – è la presenza di una redazione strutturata in maniera abbastanza classica, composta da professionisti provenienti da altre testate sia cartacee che online – alcuni delle quali anche piuttosto importanti (come qualcuno ha avuto modo di ricostruire, almeno parzialmente); soprattutto, la redazione è esclusivamente dedicata a questo progetto.

Ovviamente più di qualcuno si sta domandando quanto segue: perché qualcuno dovrebbe leggerlo (al posto di un quotidiano o dell’informazione via web)? Per immaginare una risposta bisogna guardare la cosa dal punto di vista del design.
I dubbi sono assai noti e discussi per quanto riguarda la pratica di “impacchettare” contenuti principalmente di natura testuale all’interno di una applicazione, al massimo integrandoli con qualche elemento multimediale e qualche pulsante di sharing per Facebook, Twitter, ecc. Per informarsi e accedere a contenuti ricchi, punti di vista differenti, ci sono già da un lato le testate online e – per gli utenti più smaliziati – gli aggregatori di news; il fatto è che – nel caso di “The Daily” ma non solo – il lettore viene “confinato” all’interno di uno spazio chiuso, progettato in maniera “media” (per accontentare un pubblico allargato), con design e contenuti poco personalizzati / per niente personalizzabili e per questo non in grado di soddisfare il pubblico che cerca un prodotto vicino alle proprie esigenze.

L’altra domanda è: tra tutte le cose che News Corp. poteva fare, perché un quotidiano solo per iPad?
E’ chiaro che la decisione di News Corp. di aprire un giornale tradizionale per iPad si fonda sul bisogno di fondare la sostenibilità futura del business editoriale: i lettori della carta stampata continuano a diminuire, le versione web non riescono a monetizzare a sufficienza, gli strumenti digitali sono in crescita forte se non vertiginosa. Questi tre elementi messi insieme però non conducono inevitabilmente a dire “portiamo il vecchio caro giornale generalista, dandogli un nome nuovo, su iPad”. Se i quotidiani stanno andando tecnicamente verso il fallimento, parlando in generale e per quei casi/paesi dove non c’è il sussidio statale (che è in grado di salvare interi giornali in Italia e anche in Francia), significa probabilmente che l’offerta deve rinnovarsi, non riprodurre schemi in declino.

Se fossi un’editore con grandi risorse a disposizione, come News Corp., investirei su un prodotto personalizzabile, proprio per evitare di far sentire l’utente costretto in un’esperienza indesiderata, e offrirei contenuti che si adattano in base al contesto ed al luogo in cui il lettore si trova, sfruttando i sensori di cui i tablet sono dotati (ad esempio il GPS).

Considerando che l’informazione online è già disponibile a tutti on-demand (e che con un iPad si può andare online agevolmente), il motivo per cui un individuo sceglie di continuare a pagare per un’applicazione editoriale è probabilmente la qualità / vicinanza alle proprie esigenze del design (possibilità di personalizzazione) e la vicinanza alle proprie esigenze delle informazioni stesse: se però questo design è mediocre (nel senso di appiattito su minimi comuni denominatori atti ad accontentare un pubblico allargato, senza però accontentare pienamente tutti), il rischio è il declino nelle vendite che di fatto molte testate per iPad stanno già sperimentando e che – credo – sia lo stesso motivo per cui calano le vendite dei quotidiani cartacei. Se invece si offre un livello – anche basilare – di personalizzazione e se si sfruttano tutti i sensori (ad esempio il GPS) che sono montati su un tablet per offrire contenuti adatti al luogo ed al contesto (penso a news locali), penso si abbasserebbe la sensazione di un’esperienza forzata e crescerebbe di conseguenza la fedeltà dei lettori.

Aggiunta del 07/02: The Daily è disponibile solo in US. Comunque esiste un modo, anche se non banalissimo, per riuscire a scaricarlo anche dal nostro paese. Il metodo è illustrato qui.