Prima che inizi il Mobile World Congress…

Posted on 13 febbraio 2011

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Prima che inizi il Mobile Word Congress di Barcellona (parte domani), mi sono aggiornato sul mercato e sulle novità più recenti, scoprendo alcuni dati significativi e che qualcuno non ha aspettato il più grande evento globale per annunciare le proprie novità. In questo articolo non avrò modo di parlare (almeno non direttamente) di Apple – ne vorrò parlare dei vari inseguitori che in questo momento stanno proponendo hardware basato su Android – lavorando a favore del sistema operativo di Google senza però mettere alcuna base per la propria redditività futura (e lasciando invece questo spazio tutto nelle mani di “big G”).

Vorrei invece parlare di:

Nokia: sta venendo marginalizzata nel mercato degli smartphone a causa della rigidità di Symbian. Infatti ha appena annunciato una partnership con Microsoft per l’utilizzo di Windows Phone come nuovo ecosistema su cui sviluppare i propri futuri smartphone e sperabilmente riuscire a mantenere un ruolo nel mercato.

HP: il 10 febbraio ha tenuto un evento a San Francisco per presentare una visione molto consistente per quanto riguarda l’integrazione tra pc, tablet e mobile onde offrire un’esperienza continuativa (su tutti questi dispositivi) all’utente.

RIM: meno in difficoltà dei due precedenti ma comunque in una posizione non facile. Come Nokia nel caso di Symbian, soffre per un’architettura software abbastanza rigida, che sfigura di fronte alle opzioni offerte da iOS e Android. Entro la prima metà di quest’anno metterà in vendita il suo tablet (Playbook) senza tuttavia poter contare su un mercato di applicazioni già consolidato.

Prima però un paio di dati/grafici esplicativi della situazione attuale:

Attenzione: questa tavola riguarda le vendite nei due anni presi in considerazione; i valori in percentuale non esprimono le quote di dispositivi in circolazione per ogni sistema operativo ma la quota di mercato sul totale delle vendite. Come si nota, Symbian – piattaforma di cui non si parla mai in termini positivi – comunque ha generato dei volumi di vendita ingenti e in crescita anno su anno, sebbene ad un ritmo inferiore a quello del mercato nel complesso; Android e persino RIM sono davanti ad iOS per quanto riguarda le vendite nel 2010, il secondo però vede le sue quote in calo.

Come prevedibile, la piattaforma più aperta (Android) è quella per cui gli svluppatori programmano più volentieri; Symbian, di nuovo, non è così in basso come ci si potrebbe aspettare.

Nokia è in cattive acque (o su una piattaforma in fiamme, secondo le parole usate dal CEO – Stephen Elop – in un memo interno divenuto pubblico); lo scorso 11 febbraio è annunciato che Windows Phone diventerà il sistema operativo (e l’ecosistema) alla base degli smartphone futuri del produttore finlandese; date le performance di vendita di Microsoft nel campo mobile, questa scelta sembra sconcertante…ma è l’unica naturale e probabilmente l’unica possibile, per due motivi:

  1. Microsoft è un partner finanziariamente forte e quindi in grado di investire in sviluppo (le cash cows costituite da Windows ed Office hanno ancora il loro perché, per non parlare di XBox); ha inoltre sviluppato un buon sistema operativo (Windows Phone 7), dal punto di vista dell’interfaccia.
  2. …tuttavia è un player tutt’altro che forte nel campo mobile – la quota di mercato del suo Windows Phone 7 è abbastanza marginale (2% negli US secondo NPD Group) ed inoltre può vantare figure abbastanza imbarazzanti come il lancio di due modelli di cellulare (chiamati Kin One e Kin Two) ed il loro ritiro dopo soli 48 giorni, a causa di scarsi risultati di vendita.

Fondamentalmente, Nokia ha scelto l’unico partner cui potrà dettare delle regole ed insegnare qualcosa, perché fino ad oggi l’approccio di MSFT al mobile è stato fallimentare mentre Nokia ha una supply chain consolidata che gli permette di sviluppare prodotti di qualità e con un buon design ed ha rapporti solidi con partner importanti – i carrier – per la vendita di dispositivi. Tutte cose che mancano a Microsoft. Se il partner scelto da Nokia fosse stato Google, i rapporti di forza sarebbe stati ben più sbilanciati verso quest’ultimo (e inoltre Nokia sarebbe stata solo una delle tante compagnie a lanciarsi su Android).

Un effetto collaterale di questa partnership potrebbe invece investire Intel. Nokia stava infatti sviluppando un sistema operativo ex-novo (Meego) in joint-venture con Intel; questo sistema operativo doveva essere l’arma di Nokia contro iOS ed Android nonché di Intel per garantirsi una fonte di redditività nel futuro in cui gli smartphone supereranno il pc in termini numerici. Qualcosa fa pensare che Meego non verrà più sostenuto (al massimo verrà reso open source ma a quel punto non più supportato dal alcun grande produttore) e i rapporti speciali che MSFT ha con ARM (specialista nella produzione di cpu per mobile, concorrente di Intel) potrebbero influenzare Nokia.

Sensazione generale: in questa partnership sembra però mancare una visione del futuro (o almeno, non viene dichiarata…ma se ci fosse varrebbe la pena renderla nota e valorizzarla) che non sia la sopravvivenza di Nokia da un lato e un posizionamento più convincente di Microsoft nel mercato mobile dall’altro. I due partner potrebbero però andare ben oltre, considerando ciò che hanno in mano: potrebbero ad esempio mettere in sinergia tutti i dispositivi che producono, creando un ecosistema che includa smartphone, tablet, pc Windows ed Xbox per realizzare un’esperienza senza soluzione di continuità tra i dispositivi Windows-based (sincronizzare documenti, rubriche, dati personali, applicazioni, ecc).

La visione che Nokia e Microsoft potrebbero avere è esattamente quella che sta portando avanti HP; lo scorso 10 febbraio l’azienda ha tenuto un evento a San Francisco in cui ha presentato non tanto un prodotto od un sistema operativo quanto una visione strutturale del mercato mobile futuro, etichettata “Synergy”.
Si tratta di una piattaforma interamente basata su WebOS (sistema operativo sviluppato da Palm, azienda acquisita da HP lo scorso luglio 2010) che animerà diversi dispositivi (pc, tablet, smartphone) offrendo all’utente un’esperienza continuativa in cui tutti i documenti sono salvati nella “nuvola” e sempre disponibili su smartphone, tablet e pc; inoltre sarà possibile condividere link o documenti tra diversi dispositivi semplicemente portandoli uno vicino all’altro. RWW ha parlato abbastanza estesamente della presentazione in un articolo dedicato e nel live dall’evento.

Il tutto è molto consistente, dal punto di vista strategico; l’unico punto è che probabilmente WebOS non ha ne avrà la forza/penetrazione sufficente sul mercato per essere un punto di riferimento in questo ecosistema.

RIM (nota: RIM è cliente dell’azienda per cui lavoro) ha sostanzialmente lo stesso problema di Nokia in termini di rigidità del suo sistema operativo rispetto alla concorrenza, in special modo per quanto riguarda lo sviluppo di applicazioni di terze parti. Questo problema è stato affrontato dall’azienda canadese sviluppando un nuovo OS (QNX) per animare Playbook, il tablet in uscita entro la prima metà di quest’anno. Questo però non sarà sufficiente per portare gli sviluppatori a programmare per QNX…ed il successo di un dispositivo / OS è dato soprattutto da un quantitativo di applicazioni disponibili che non lo facciano sfigurare rispetto alle alternative.
La soluzione di RIM a questo problema è in un’applicazione che permetterà di eseguire su QNX le applicazioni sviluppate per Android; sembra verrà lanciata dopo l’estate.  Se in questo modo Playbook riuscirà a vendere un buon numero di dispositivi, è poi probabile (probabilmente questa è la speranza) che gli sviluppatori intravedano possibilità di accedere ad un nuovo mercato per le loro apps e si convincano a portare le loro applicazioni anche su QNX.

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